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Anorgasmia: quando il sesso non dà piacere

Prima di parlare di anorgasmia facciamo un breve accenno sul significato di orgasmo.

L’orgasmo è il compimento di una fase prolungata di percezione del piacere e di godimento delle sensazioni erotiche, in graduale ascesa verso il suo culmine.

Nella donna l’orgasmo è prevalentemente provocato dalla stimolazione del clitoride, piccolo organo situato all’interno delle piccole labbra, che si ingrossa durante la fase eccitatoria.

Questo organo contiene in sé innumerevoli terminazioni nervose con capacità sensoriali elevate che determinano la “scossa” del piacere.

Il clitoride può essere stimolato direttamente dall’esterno o indirettamente dall’interno (es. con la penetrazione), rimanendo l’unico e solo promotore dell’orgasmo femminile. Cominciamo, dunque, con lo sfatare il mito dell’orgasmo vaginale versus quello clitorideo; orgasmo clitorideo e vaginale sono biologicamente indistinguibili, quello che può differenziarli è la sensazione soggettiva di piacere.

Questa permessa è fondamentale poiché molte donne lamentano un’assenza dell’orgasmo con la sola penetrazione, necessitando di un’ulteriore stimolazione manuale e/o orale, esterna.

Queste donne che si definiscono impropriamente “anorgasmiche”, spesso vivono una profonda frustrazione e insoddisfazione, che si ripercuote nella relazione di coppia, quando basterebbe spiegare loro che si potrebbe trattare semplicemente di una “questione” anatomica, magari dovuta ad un clitoride più piccolo rispetto ad altre donne, che necessita pertanto di una stimolazione diretta.

Vi è ancora, purtroppo, un’ignoranza diffusa rispetto alla conoscenza del proprio corpo, dell’anatomia, e dei meccanismi fisiologici naturali; nonché false convinzioni sul sesso legate a tabù, condizioni culturali ed educative, predisposizioni mentali, affettive, emozionali ed etiche che limitano ancor di più la capacità di lasciarsi andare ad un completo e appagante piacere.

Anorgasmia significa “assenza d’orgasmo”. Il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM IV) parla di “Persistente o ricorrente ritardo o assenza dell’orgasmo dopo una fase di eccitazione sessuale normale”.

L’anorgasmia è sempre più diffusa nella popolazione sia maschile che femminile ed è spesso legata all’ansia da “orgasmo a tutti i costi” durante l’atto sessuale, che limita la spontaneità dei rapporti in un circolo vizioso senza fine in base al quale più ci si “sforza” di raggiungere l’orgasmo per compiacere il partner, meno questo sopraggiungerà a causa di livelli di attivazione d’ansia elevati.

L’orgasmo è, per antonomasia, spontaneo, naturale. Il completamento di un incontro solipsistico, o a due, in cui il piacere di lasciarsi andare, abbandonando ogni difesa mentale e razionale, è una condizione necessaria, se non indispensabile, per poter raggiungere il suo acme.

Talvolta capita che l’orgasmo sia raggiungibile con il solo autoerotismo e che non si riesca a raggiungerlo in coppia. E’ utile, in questi casi, lavorare in profondità sulle dinamiche di coppia che incidono profondamente su questa problematica. Potrebbe trattarsi, per esempio, di conflitti irrisolti, rabbia inespressa, lotte di potere tra i membri della coppia, paura dell’abbandono, paura di affermare la propria indipendenza, cose non dette che, rimanendo latenti, si esprimono attraverso il sintomo sessuale.

L’anorgasmia, in questo caso, è un sintomo, ovvero un messaggio che dà voce al posto della parola, delle emozioni, ed è importante decifrare il codice per farne cessare l’esistenza.

In altri casi, invece, l’assenza dell’orgasmo è assoluta e può essere legata, ad esempio, ad una educazione molto rigida, ad un indottrinamento religioso coercitivo in base al quale provare piacere è peccato, oppure a traumi sessuali legati ad abusi nell’infanzia o nell’età adulta, o ancora, a depressione.

In questi casi è fondamentale lavorare su di sé a livello intrapsichico per debellare i meccanismi che sono alla base del blocco sessuale, operando una sorta di rieducazione mentale e corporea che consenta di concedersi il piacere senza sensi di colpa o atteggiamenti autolesionistici e autopunitivi.

Per la cura di questo disturbo è fondamentale, pertanto, cominciare con avere informazioni di carattere anatomo-fisiologico relative all’orgasmo, promuovere il rilassamento abbandonandosi completamente alle percezioni corporee, incrementare le sensazioni piacevoli, stimolare l’immaginario erotico con fantasie sessuali e “distrarsi” dall’idea ossessiva dell’orgasmo a tutti i costi.

 

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